La percezione del Logo: come influenza le nostre decisioni

La percezione del Logo: come influenza le nostre decisioni

Come già precedentemente spiegato, il Logo è il primo segno distintivo dell’attività, la rappresenta portando dentro di sé tutto il suo mondo valoriale.

E’ uno degli aspetti più importanti dell’identità di marca e deve essere immediatamente riconoscibile agli occhi del consumatore, favorendo all’impresa unicità e visibilità sul mercato.

Nello specifico, il Logo è l’insieme di simboli grafici e tipografici che identificano un’azienda o un prodotto in modo esclusivo allo scopo di distinguerla dai competitors.


Loghi: come le emozioni influenzano le nostre decisioni

I Loghi giocano un ruolo emozionale davvero importante, influenzando la presa di decisioni soprattutto quando informazioni e tempo sono limitati.

Alcuni neuroscienziati hanno studiato come il cervello elabori e percepisca il design di un Logo, e come questo influisca sulle decisioni d’acquisto.

I risultati sono sorprendenti

Cosa succede quando si vede un Logo

  1. Alla visione di un Logo, gli occhi mandano un segnale che parte dal giro occipito-temporale ed arriva alla corteccia visiva primaria V1, dove prima percepisce i colori e poi ne identifica sagoma e forma.

  1. Questi elementi vengono “raggruppati” per l’identificazione dell’oggetto che viene visto. Ciò succede nell’area V2 della corteccia visiva del cervello.

  1. Successivamente, il cervello inserisce lo schema visivo appena visto nello schema corrispondente già memorizzato in precedenza.

  1. Infine, il cervello aggiunge alcuni attributi semantici alla precedente esperienza con il logo, come il nome del prodotto e/o le caratteristiche del brand e le preferenze personali, al fine di dargli un significato ed un riconoscimento.

E la cosa più sbalorditiva, è che tutto questo accade approssimativamente in 400 millisecondi!

 


Loghi e Neuroscienza: la Spiegazione

Quindi, in pratica, secondo gli scienziati noi non vediamo colori, ma è il cervello che li crea mediante un processo neurale che ha luogo lungo il giro occipitotemporale, l’ippocampo, e la corteccia visiva primaria localizzata dietro la testa.

Una volta definito il colore, vicino alla parte posteriore della corteccia visuale viene mandato un segnale dal sentiero vicino alla parte anteriore della corteccia visuale, dove le forme e gli oggetti vengono riconosciuti.

Mentre i colori e le forme sono informazioni “bottom up” (ossia raccolte dall’ambiente immediato), il contesto ed il significato sono informazioni di tipo “top down”, cioè, aggiunte dalla memoria per aiutare a dare senso a ciò che viene visto.

Questo processo usa molteplici settori del cervello, come l’amigdala e la corteccia orbito frontale, dove le emozioni ed il riconoscimento vengono elaborati.

Un approfondimento

Negli ultimi anni, i neuroscienziati hanno usato la Neuroimaging Funzionale per approfondire il tema del pensiero associati ai Loghi.

Questi non vengono elaborati in una singola parte del cervello: lo sport ed il lusso, ad esempio, attivano risposte nella corteccia prefrontale mediale, mentre valori di brand come Walmart, attiva i neuroni nella corteccia cingolata anteriore. Ciò significa che a seconda dei valori emozionali trasmessi, sono interessate determinate parti del cervello invece di altre.

I brand che ci piacciono suscitano delle attività nel polo ventromediale frontale, dove forniamo anche l’autostima e l’idea di noi stessi. Questo vuol dire che il nostro brand preferito gioca un ruolo molto importante su come vediamo noi stessi.

La nostra familiarità con il design del logo fa notare come parte del cervello pensa a come noi lo vediamo. Brand forti attiveranno attività nella parte del cervello associata alle emozioni positive, mentre i brand non conosciuti attiveranno i neuroni delle aree del cervello associate ad emozioni negative. Ciò significa che, per valutare un brand, le persone utilizzano l’esperienza in primis senza dare particolare rilevanza alle informazioni dichiarative.

Il pensiero rivolto verso un logo è ben lontano dal pensiero verso un oggetto o un animale. Un brand considerato positivamente innesca una risposta nella stessa area del cercello dove vengono elaborate le relazioni umane come l’amore e l’amicizia. Questo può voler dire che biologicamente ci sono delle piccole differenze nelle relazioni tra due umani e umani e brand.

Quindi, in fondo, umanizzare un brand e costruirgli un mondo valoriale positivo da trasmettere al consumatore è fondamentale per innescare pensieri positivi, fiducia, familiarità e relazione, portando all’acquisto ripetuto e alla fidelizzazione, nonché alla perfetta riconoscibilità e dunque una Brand Awareness perfetta.


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